mercoledì 5 settembre 2012

Livella#2: Born in plot


Da cosa nasce questo blog?

Sono mesi che mi ripeto: ”devo darmi una scossa”, riprendere contatto con tutto quel mondo dell’architettura che ho “sfiorato” nell’esperienza universitaria, e poi progressivamente abbandonato dopo la laurea nei mille impegni lavorativi. Ma una sera, stavo finalmente attaccando dei fogli al muro ,fogli colorati, per creare una composizione.  Era da tempo che avevo in mente di realizzarlo, dopo aver fatto trasloco, per dare un segno distintivo alla nuova stanza che mi ospitava. Quei fogli, come questi pensieri, sono spuntati per caso. Frutto di un test per la fotocopiatrice, sono prove di colore per verificare la corretta stampa del ciano; son stati scartati, non offrivano ancora la corretta stesura del colore. Ma come insegnano tante esperienze precedenti, i clamorosi flop in un settore possono essere dei successi in  altri campi ( vedi la storia dei post-it (che riporterò sicuramente un giorno)).





Infatti quei fogli così imperfetti mi chiamavano, volevano rinascere sotto una forma diversa. Non più quali indicatori di una brutta stampa ma come una piccola opera d’arte. Posti l’uno accanto all’altro potevano rinascere e far veder oltre quei 80 grammi di carta, ma aprire addirittura una finestra su quel muro bianco. Nove fogli, nove piccoli quadri, nove vetri di una “finestra all’inglese”. Non permettono di veder all’esterno (al di là dello stesso muro c’è la cantina!) ma aprono i confini dell’immaginazione. L’imperfezione del colore, la differente tonalità tra un foglio e l’altro fa si che la “finestra” si animi di una luce simil mattutina, le macchie di colore di diversa tonalità in ogni pagina richiamano l’ondeggiare del mare (con molta fantasia, certo, anche perché sono in “montagna”). Va bene, tutte queste idee sono soltanto impressioni create da questo accostare di colori e situazioni, sono delle suggestioni. Ma cosa è ogni costruzione architettonica se non una suggestione? L’architetto la pensa, disegna, realizza secondo una propria linea guida, seguendo un sentimento interiore che lo spinge a fare in un determinato modo, al fine di trasmettere una visione, la propria suggestione. Ma questa verrà interpretata dalla gente che la vede, visita, vive in maniera sempre diversa, ognuno di questi avrà una suggestione differente.













Quei fogli hanno rappresentato proprio tutto ciò, per il tecnico della stampante erano la prova che il toner era da cambiare, che il tamburo della stampante non lavorava in maniera corretta, per me … sono stati lo spunto per ripartire.

Nessun commento:

Posta un commento